Fratelli di san Francesco

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san Francesco

I “Fratelli di san Francesco”

Il lungo periodo di sviluppo germinale dell’Istituto Fratelli di San Francesco è iniziato, nei primi anni settanta, all’interno della Provincia Lombarda dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini; attraverso la sperimentazione di uno stile di vita comunitaria improntato al modello della fraternità evangelica francescana, esso ha evidenziato progressivamente dei tratti di specificazione carismatica, che hanno reso necessario definire un nuovo status giuridico per tale esperienza, ormai concretizzata distintamente come una nuova realtà religiosa: il discernimento operato dalla allora denominata Sacra Congregazione per i Religiosi e gli Istituti Secolari (SCRIS), ha reso possibile dare ad essa un nome ed una identità. Dal punto di vista giuridico, l’Istituto dei “Fratelli di San Francesco” è una Comunità religiosa eretta come Pia Unione con Decreto in data 21 giugno 1983, in Diocesi di Verona, dal Vescovo pro tempore Mons. Giuseppe Amari. Le Costituzioni, approvate nella loro prima stesura dallo stesso Ordinario l’8 settembre 1984, dopo due quinquenni “ad experimentum” hanno avuto la definitiva approvazione da parte del successore Mons. Attilio Nicora, il 25 dicembre 1994. In seguito alla petizione presentata – su istanza del primo Ministro Generale della Pia Unione, Fra Alvaro Maria da Casalpusterlengo (Angelo Merli, nato a Casalpusterlengo il 2 luglio 1925) – dal Vescovo di Verona Padre Flavio Roberto Carraro, la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (CIVCSVA) ha dato il consenso per erigere la Pia Unione Fratelli di San Francesco in Istituto di Diritto Diocesano, con sede principale in Diocesi di Verona, presso la Casa Madre di Nogarole Rocca. Gli Statuti, dopo avere recepito le osservazioni al testo segnalate dalla Congregazione in vista di tale passaggio istituzionale, sono state nuovamente approvate in modo definitivo dallo stesso Mons. Flavio Roberto Carraro. L’Istituto conta attualmente poco più di quaranta membri, distribuiti in sei comunità locali, elencate di seguito:

 


 

convento I conventi

 

Nogarole Rocca (VR). La fondazione originaria, stabilita presso la canonica della chiesa parrocchiale di Nogarole Rocca, ha preso il nome di “Convento Vergine dei poveri” [1] come riconoscenza al Padre Jean Beyer SJ – assiduo collaboratore per l’iter canonico di fondazione dell’Istituto – di origine belga e devoto del Santuario che ricorda un’apparizione mariana avvenuta a Banneaux nel 1933, riconosciuta autentica dall’autorità ecclesiastica competente. Questo convento è Casa Madre, sede del Ministro Generale e Curia dell’Istituto. Inoltre ospita gli studenti di teologia che frequentano i corsi in preparazione al presbiterato presso lo Studio Teologico San Zeno della Diocesi di Verona. La Parrocchia di Nogarole Rocca, amministrata dai Fratelli di San Francesco fino al 2000, ora fa parte di una Unità Pastorale affidata alla cura di un sacerdote diocesano.

 

convento Gabbia di Isola della Scala (VR). La seconda fondazione avvenne nella stessa Diocesi durante l’anno 1990,nella frazione Gabbia del Comune di Isola della Scala, prendendo il nome di Convento del Perdono[2]. La chiesa, Rettoria della Parrocchia di Salizzole, è dedicata alla Madonna della Neve; il convento è stato ricavato nella piccola corte rurale adiacente, con l’aggiunta successiva del chiostro. Attualmente vi risiede il Postulandato.

santuario B.V.della ComunaOstiglia (MN). Nel 1993 un piccolo Santuario mariano della Diocesi di Mantova, dedicato alla Beata Vergine della Comuna[3], divenne la sede della terza fondazione. La piccola abitazione del Rettore, unita architettonicamente con l’edificazione di un piccolo chiostro ad un rustico preesistente opportunamente ristrutturato, è stata trasformata in convento. La fraternità che attualmente vi risiede si dedica in modo particolare alla cura pastorale dei pellegrini, soprattutto attraverso il ministero della Riconciliazione sacramentale.

abbazia di Monteveglio

 

Monteveglio (BO). La quarta fondazione avvenne nel1997 presso l’antica Abbazia di Monteveglio[4] già sede, a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, della comunità monastica fondata da Don Giuseppe Dossetti. La chiesa matildica, fondata nel 1092, è dedicata a Santa Maria Assunta. Il convento contiene un lato dell’antico chiostro romanico dell’XI secolo e un chiostro del XV secolo. Per gli spazi e il numero di celle disponibili è utilizzato come Casa di Esercizi Spirituali e sede dei Capitoli Generali. Attualmente vi risiede il Noviziato.

convento di CesenaticoCesenatico (FC). Nel corso del Giubileo, durante l’anno 2000, si concretizzò la quinta fondazione presso il Convento cappuccino di Cesenatico[5]. La chiesa è dedicata alla Beata Vergine di Lourdes

 

 

Carpi (MO). Nell'anno 2008 il Vescovo di Carpi, Mons. Elio Tinti, affidò ai Fratelli di San Francesco la Chiesa di San Martino Secchia con annessa canonica per iniziare la sesta fondazione dell'Istituto, il Convento di San Martino [6]; terminata la ristrutturazione dell'edificio e, in seguito ai danni del terremoto del 2012, verificata la sicurezza dell'immobile, il 23 novembre 2012 inizia la presenza stabile di una comunità di frati. Attualmente la chiesa è inagibile, in attesa del complesso restauro per i danni subiti nel terremoto; viene adottata provvisoriamente, come aula liturgica, la sala della vecchia scuola materna parrocchiale.

Pietrapazza (FC). Sull’Appennino tosco-emiliano è un complesso costituito da una piccola chiesa e dall’annessa abitazione. Il luogo è adibito ad eremo: non vi si prevede una comunità stabile, ma lo si utilizza per periodi di ritiro, solo da parte dei religiosi dell’Istituto, così come la Regola degli eremi di s. Francesco indica. La località si trova nel territorio del Comune di Bagno di Romagna.

La minorità francescana, vissuta secondo il nostro carisma, «per amore di Cristo povero ci impedisce di riservare sia alla Fraternità che ai singoli luoghi la proprietà di alcun bene mobile o immobile che siamo necessitati ad usare» [7]; in particolare la proprietà dei conventi resta alle diocesi o agli Istituti religiosi che ci ospitano, con i quali vengono stipulate convenzioni, di "comodato d'uso".


 

san FrancescoIl carisma

Il Fondatore, in riferimento alla Regola e Forma di Vita, resta assolutamente San Francesco d’Assisi. In riferimento invece alla specifica identità carismatica dei Fratelli di San Francesco, l’intuizione originaria è attribuita a Fra Alvaro Maria da Casalpusterlengo. fra Alvaro

L’Istituto dei Fratelli di San Francesco si inserisce nella plurisecolare storia dell’Ordine dei Frati Minori come una delle nuove Fraternità sorte successivamente al Concilio Vaticano II. Seguendo le indicazioni del Decreto sul rinnovamento della vita religiosa, si propone di tornare alle fonti della Fraternità minoritica, ispirata dal Vangelo al Serafico Padre San Francesco [8]: in questa prospettiva la vita fraterna viene considerata come «lo spazio vitale in cui si realizza il frate minore, il quale si conforma sempre di più a Cristo vivendo la carità che è Dio, meditando la Sacra Scrittura e nutrendosi di Gesù Eucaristia, per essere nella Chiesa e nel mondo un segno dell’amore di Dio per tutti gli uomini» [9]. «Essa si fonda sull’amore vicendevole e si propone di essere un segno credibile e una specie di sacramento della nuova condizione dell’uomo, al quale è data da Dio tramite Gesù Cristo la possibilità di amare i fratelli nella verità» [10]. vita fraterna

Per corrispondere a questa vocazione secondo il nostro specifico carisma, «vogliamo vivere la fraternità evangelica, che Gesù volle per sé chiamando i dodici apostoli, come l’Altissimo la rivelò a san Francesco, professando la Regola dei Frati Minori approvata da Papa Onorio III» [11]. «Vissuta a questa dimensione, essa esige che ciascuno chieda insistentemente con fede questo dono di Cristo e dello Spirito Santo»[12], senza «pretendere la Fraternità perfetta e impegnandosi nella sua costruzione, portando ogni giorno la propria croce, camminando con gioia tra le difficoltà della vita e guardando con speranza all’altra, dove ci sarà svelato in pienezza il mistero della comunione dei santi [13]. Per esprimere concretamente le esigenze del carisma, le Costituzioni prevedono che in ogni convento si viva un’effettiva condivisione quotidiana sia nella preghiera – alla celebrazione dell’Eucaristia feriale, come pure all’intero ufficio liturgico e alla recita del Rosario, partecipa tutta la comunità – sia con la collaborazione reciproca nelle varie necessità della vita ordinaria, sia infine attraverso la partecipazione comunicativa e creativa nei momenti di “famiglia” come le refezioni e gli spazi di ricreazione. preghiera

Al fine di attuare una effettiva condivisione fraterna nella quotidianità [14], oltre che per essere fedeli ad uno stile di vita povero e ad una concreta testimonianza francescana di sobrietà, non assumiamo alcun "personale di servizio" – sia per la cucina che per le pulizie, come pure per gli incarichi di lavanderia, giardinaggio e manutenzione di conventi –, impegnandoci piuttosto ad aiutarci vicendevolmente nel disbrigo delle varie faccende domestiche; cerchiamo inoltre di collaborare, con l'iniziativa e le capacità di ciascuno, anche nei vari lavori di riparazione e di adeguamento che possono rendersi necessari in fraternità, a meno che non richiedano – per sicurezza e competenza tecnica – la mano d'opera di personale qualificato.

fra GiorgioPer favorire la comunicazione e il dialogo in fraternità, la televisione non è installata sistematicamente nei conventi, ma viene usata soltanto in particolari circostanze per «formazione o informazione» [15]. La fedeltà al carisma fraterno ci richiede soprattutto di vivere in un’autentica uguaglianza di dignità, diritti e doveri, pur nella distinzione delle funzioni e dei ministeri [16]. Anche per la cura dei frati ammalati o anziani non si allestiscono conventi che fungono da infermerie, ma ciascun ammalato o anziano viene assistito dai confratelli della fraternità a cui appartiene, a meno che il ricovero in ospedale non si renda inevitabile [17].

 

fra MicheleNella certezza che la morte non interrompe ma rinsalda i vincoli spirituali della Fraternità, si provvede affinché i frati defunti siano sepolti in un luogo in cui si trova una delle nostre fraternità [18].

 

 

 


Le vocazioni


Nell'ancora breve cammino storico trascorso, i Fratelli di San Francesco sono aumentati, a partire dall’anno di fondazione, di circa trenta membri; l'età media, attualmente, si aggira intorno ai quarantasette anni. fra RobertoIl nostro Istituto, fondato in Italia e sviluppato attualmente in sole tre regioni della pianura padana – Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna –, non si è ancora potuto aprire alle Missioni estere: anche per questo motivo, in questo momento, non ha membri appartenenti a nazionalità diverse da quella italiana. Considerato «il particolare carattere della nostra vocazione e la specifica maturità umana che si richiede per poterla abbracciare, la nostra Fraternità accoglie unicamente vocazioni adulte: ritiene quindi per sé inopportuna la costituzione di seminari minori» [19]. Come Fratelli di San Francesco sappiamo che si dimostrano improduttivi gli «improvvidi reclutamenti» effettuati tramite forme pubblicitarie di vario genere [20], mentre siamo persuasi che «la promozione vocazionale più efficace è la perseveranza nella preghiera, la santità della vita e l'impegno nel ministero della Parola» [21]. Per quanto riguarda l'età di un eventuale aspirante alla nostra forma di vita, pur non definendo limiti minimi e massimi in senso assoluto si pone, come requisito, che il candidato non sia né troppo giovane né di età troppo avanzata [22]. Ai requisiti canonici richiesti per l'idoneità si aggiunge, per chi vuole accogliere e testimoniare il nostro specifico carisma, la necessità di «un sufficiente equilibrio psico- affettivo», come pure «l'idoneità ad una autentica vita di fraternità evangelica, animata da un intenso impegno di preghiera, da una generosa austerità e da un fervido ministero apostolico» [23].

 


catechesi

L'apostolato

Il primo impegno di apostolato dell’Istituto è quello di testimoniare con autenticità un amore vicendevole trasparente e sincero, nella concretezza della quotidianità, alla luce dell’insegnamento della Chiesa, la quale [24].

I frati che vivono la loro consacrazione religiosa senza accedere all’ordinazione presbiterale si impegnano a manifestare una presenza materna di carità verso i confratelli in convento; inoltre prestano un prezioso servizio attraverso la questua [25], che è anche un mezzo privilegiato di evangelizzazione del popolo di Dio; infine si impegnano, quando è possibile, nella visita agli ammalati e ai carcerati[26].

fra GianluigiI frati sacerdoti sono impegnati nel ministero della Riconciliazione e nella predicazione a servizio della Chiesa locale annunciando i contenuti della fede e della morale nella fedeltà al Magistero[27]; si impegnano soprattutto in quelle forme appartenenti alla viva tradizione dell’Ordine minoritico quali le Missioni popolari, le Quarantore, la confessione, la direzione spirituale, l’assistenza spirituale degli ammalati e l’apostolato tra i più poveri, senza sottrarsi a nuove iniziative, purchè non contraddicano il carisma della Fraternità[28].

Perché il nostro apostolato sia credibile, evitiamo di ricorrere a mezzi che «non convengono alla nostra vocazione di frati minori» [29]; per questo motivo i frati non hanno a disposizione, ad uso personale, strumenti tecnologici di comunicazione, registrazione e lettura audio e video [30]; lo stesso vale per l'uso dell'automobile, che è «ad uso della fraternità e mai personale» [31].

 

 


ORARIO DELLA GIORNATA

FERIALE

6,10: Angelus (Regina caeli), Ufficio delle Letture

6,30: Meditazione silenziosa

7,00: Lodi Prima colazione

7,30 – 9, 00: Lettura spirituale

9,00 – 12,00: lavoro/studio

12,00: Rosario

12,30: Pranzo

14,00 – 15,00: silenzio (riposo, preghiera personale)

15,00; Ora Nona

15,15 – 18,30: lavoro/studio

18,30: S. Messa della fraternità con celebrazione dei Vespri , Angelus 19, 30: Cena

20,30 – 21,30: Ricreazione fraterna

21, 30: Compieta

22,00 – 6,10: silenzio notturno

 


  

NOTE


1 Convento Vergine dei Poveri, via Roma 64, 37060 Nogarole Rocca (VR), tel. 045 792 51 15; e-mail: fratinogarole@gmail.com

2 Convento del Perdono, via Gabbia 14, 37063 Isola della Scala (VR), Tel. 045 733 03 09; e-mail: fratiperdono@gmail.com

3 Convento Beata Vergine della Comuna, Comuna Bellis, 46035 Ostiglia (MN), tel. 0386 802 933; e-mail: fraticomuna@gmail.com

4 Convento S. Maria Assunta, Abbazia, via S. Rocco 15, 40050 Monteveglio (BO), tel. 051 670 79 31; e-mail: fratimonteveglio@gmail.com

5 Convento Beata Vergine di Lourdes, Largo Cappuccini n. 1, 47042 Cesenatico (FC), tel. 0547 802 09; e-mail: fraticesenatico@gmail.com

6 Convento San Martino, Via Chiesa San Martino n. 3 41012 Carpi (MO) Tel. 059 662668 e-mail: fratisanmartino@gmail.com

7 Costituzioni dei Fratelli di San Francesco (d’ora in poi Cost.) 43 § 1

8 Cfr. Cost. 2 §1

9 Cost. 3 § 2

10 Cost. 58 §2

11 Cost. 3 § 1

12 Cfr. Cost. 59 §1

13Cfr. Cost. 59 §2

14 Cfr. Cost. 54 § 1

15 Cost. 44 § 6

16 Cfr. Cost. 63 §1-2

17 Cfr. Cost. 64 §§ 1-3

18 Cfr. Cost. 65

19 Cost. 8 § 1

20 Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Esortazione apostolica postsinodale Vita consacrata, 25 marzo 1996, n. 64d

21 Cost. 7 § 3

22 Cfr. Cost. 9e

23 Cost. 9c e 9d

24 CONGREGAZIONE PER GLI ISTITUTI DI VITA CONSACRATA E LE SOCIETÀ DI VITA APOSTOLICA, Istruzione La vita fraterna in comunità , 2 febbraio 1994, n. 55

25 Cost. 42 §§ 4-6

26 Cfr. Cost. 106

27 Cfr. Cost. 104 § 4-6

28 Cfr. Cost. 105

29 Cost. 45 § 5

30 Cost. 44 § 5

31 Cost. 45 § 1

 

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